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soffocamento 195227Il Collegio IPASVI di Grosseto, Ordine degli infermieri, vuole esprimere il suo cordoglio per la terribile tragedia che ha coinvolto Francesco Bini, morto a causa di una ostruzione totale delle vie aeree.

«Come infermieri vogliamo sottolineare come gli interventi in circostanze simili debbano appartenere ad una cultura sanitaria appannaggio di un’intera cittadinanza. Tutta la cittadinanza ha bisogno di possedere alcune nozioni basilari di intervento di primo soccorso perché, per quanto il 118 debba essere comunque allertato e per quanto velocemente possa arrivare, solo un intervento immediato può produrre un successo più sicuro. Sappiamo più o meno tutti cambiare una ruota dell’auto al bisogno pur non essendo meccanici ed in attesa di recarci alla più vicina officina, ma in pochi sappiamo come praticare una disostruzione in attesa dell’intervento dei sanitari e questo non va bene. Purtroppo dobbiamo riscontrare carenze in termini di educazione alla salute lasciata alle volontà di singole associazioni. Dobbiamo con forza far rientrare, a partire dalle scuole, elementi di cultura sanitaria e non possiamo più aspettare: deve essere una priorità assoluta da attuare a tappeto. Per questo anche il Collegio di Grosseto vuole contribuire e fare la sua parte e sta predisponendo un programma scolastico ad hoc e, anzi, invitiamo i dirigenti scolastici interessati a richiedere un contatto scrivendoci
a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Nel frattempo offriamo un corso gratuito ed aperto presso la sede del Collegio IPASVI di Grosseto, Via Repubblica Dominicana, 80 – GR per il giorno 18 dicembre 2017 alle ore 15.00 frequentabile prenotandosi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

ARTICOLO PUBBLICATO SU: IL GIUNCO - LA NAZIONE - IL TIRRENO

 

 

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scimmia mutaTra i doveri di un Presidente vi è quello di rappresentare pubblicamente la professione al meglio, cercando di legittimare l'importanza della stessa. 

Nel tempo sono arrivato a questo pensiero di posizionamento strategico che vorrei condividere e discutere con voi anche perchè la valorizzazione di una professione la si ottiene da ogni singolo professionista in ogni istante ed in ogni contesto in cui esso opera. Ognuno di noi ha la responsabilità del resto, pur se con ruoli e livelli diversi, di far crescere o affondare tutti gli altri. 

Noi infermieri siamo ancora in una fase di ottenimento di un certo tipo di riconoscimento pubblico e di legittimazione professionale. Ebbene credo che questa indole nel promuoversi debba essere fatta cominciando a dare per scontato molto. Spesso il dichiarare in premessa qualcosa equivale a indebolire il contenuto seguente. Mi spiego meglio:

 - Trovo controproducente quando in un convegno, in una docenza, in un intervento, si apre la relazione con l'excursus di tutto l'iter normativo che ci definisce. È come se mettessimo le mani avanti per dare forza a quanto dichiareremo in seguito. Non lo facciamo più! Cominciamo a darlo per scontato. Che si informi chi ha voglia di verificare se quello che abbiamo detto ha una base normativa veritiera.

 - Trovo controproducente quando, fin dalle tesi, si apre una relazione con "il ruolo dell'infermiere nel...". Il ruolo dell'infermiere è essere infermiere e portare le competenze di un professionista in un dato contesto. Non lo facciamo più! Cominciamo a dare per scontato che abbiamo un ruolo e parliamo direttamente del contributo che stiamo portando.

 - Trovo controproducente quando elenchiamo attività procedurali. Come "l'infermiere in questo contesto si occupa di questo questo e quest'altro". Non abbiamo bisogno di elenchi di attività per legittimarci.Non lo facciamo più! Parliamo direttamente di quali esiti produciamo con quelle attività, di quali vantaggi, di quale appropriatezza. Le attività sono comprese dentro gli obiettivi e le possiamo analizzare in separata sede.

Faccio un esempio.

La legittimazione di un infermiere esperto in PICC in una relazione tipica:

"Il ruolo dell'infermiere impiantatore di PICC. Dalla 739/94 [...] e la 43/2006 [...] e l'infermiere è un professionista che si forma in università [...], e il master di primo livello che abilita a [...]. L'infermiere in quel contesto: è in grado di utilizzare un ecografo, e il protocollo condiviso per la somministrazione di un anestetico, e prepara il campo sterile, e gestisce l'accesso venoso etc etc"

La legitimazione di un infermiere esperto in PICC in una relazione che da per scontato.

"L'infermiere impiantatore di PICC contribuisce a creare appropriatezza contenendo i costi, garantendo una maggiore sicurezza per il paziente, minori rischi infettivi, minori complicanze e garantendo un maggior comfort. Dal punto di vista dell'appropriatezza clinica è il professionista adeguato ed ottimale per la gestione dell'intero processo."

Insomma, diamoci un po' più spesso per scontati e andiamo oltre, direttamente agli esiti senza passare tutte le volte dal "perchè proprio noi."

Nicola Draoli 

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