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vaccinazioneDa oggi medici, infermieri e assistenti sanitari possono inviare la propria candidatura per essere “arruolati” per la campagna di somministrazione del vaccino nelle 1.500 strutture individuate e distribuite su tutto il territorio nazionale. La domanda va perfezionata per via telematica registrandosi sul sito https://personalevaccini.invitalia.it/ e caricando tutti i documenti richiesti all’interno dell’avviso pubblico.
In via di predisposizione, sulla stessa piattaforma, un servizio di FAQ per rispondere ai quesiti più frequenti posti dai candidati.

L’avviso è rivolto a cittadini italiani, UE ed extra UE. I contratti avranno una durata massima di nove mesi, rinnovabili in caso di necessità. Si cercano fino a 3.000 medici e 12.000 infermieri e assistenti sanitari.
Il reclutamento e l’inquadramento del personale idoneo avverrà attraverso il ricorso all’istituto della “somministrazione di manodopera” e potrà essere anche libero professionista o pensionato, fa sapere il ministero della Salute, ma non dipendente di Asl e strutture sanitarie (pubbliche e private) per non ridurre i rispettivi organici, già oggi carenti.

ALLEGATI
Avviso Pubblico Personale Sanitario Vaccini

vaccinazionneentro venerdì 18 dicembre alle 12 è possibile esprimere la propria adesione alla prima fase vaccinale che inizia il 15 gennaio.
Primi destinatari: operatori sanitari e socio sanitari e ospiti delle residenze sanitarie assistite.
La vaccinazione non è obbligatoria ma volontaria.
 
Aderire è facilissimo basta un clic

 

 

 

COMUNICATO STAMPA OPI GROSSETO 15 Dicembre

 

Draoli prenotazione vaccino


Tra i primi a fornire la disponibilità a ricevere la propria dose di vaccino anche il presidente dell’Ordine degli infermieri di Grosseto Nicola Draoli. “Abbiamo accolto con favore ed entusiasmo questa notizia – spiega Draoli - e ho deciso di prenotarmi subito.

Vaccinarsi per noi infermieri e un dovere deontologico, perché significa supportare la scienza e la ricerca, tutelare la salute del personale sanitario e, di riflesso, dell’intera comunità. Si tratta anche di un impegno etico, perché siamo tra i primi ad avere questa opportunità che, come nel caso di ogni vaccino, ha valore non solo per la propria salute, ma per la protezione della salute degli altri. Avere una copertura per il contagio da Covid ha, infatti, per gli operatori della sanità una doppia valenza: non mi ammalo e quindi non contagio e, allo stesso tempo, posso lavorare contribuendo quindi a mettere in campo le azioni di contrasto al virus, dal tracciamento alla prevenzione passando per la cura delle persone ammalate”.
“Aderire a questa campagna vaccinale – aggiunge Draoli – è un segno anche di rispetto nei confronti dei 60mila morti, dei tanti contagiati che ogni giorno combattono contro il virus e dei purtroppo molti decessi che abbiamo avuto anche nel mondo infermieristico”. La vaccinazione non è obbligatoria, così come la prenotazione effettuata in questi giorni non è vincolante, ma la raccolta di adesioni è fondamentale per conoscere con anticipo la volontà dei destinatari e far indirizzare alla Regione Toscana il numero di dosi più preciso: a disposizione del territorio regionale ci sono circa 130mila dosi che corrispondono al numero dei sanitari e dei soggetti fragili presenti. “Ci auguriamo – conclude Draoli – che tutti gli operatori sanitari colgano questa opportunità e si affidino alla ricerca e alla scienza come la nostra professione, la nostra etica, e il nostro dna ci impongono di fare”.

 

 

A luglio questo Ordine aveva proposto sia pubblicamente sia attraverso rapporti istituzionali di implementare l'organizzazione di rete costituita da Infermieri di famiglia e comunità/MMG/PLS per la salute comunitaria dei plessi scolastici. L'occasione era resa evidente e richiesta dagli istituti scolastici stessi per via della sars cov 2 ma ovviamente apriva ed apre ad un progetto di prossimità stabile e duraturo dalle molteplici ricadute positive per la comunità scolastica e non solo.

Trovate l'intervento di allora QUA

Il tutto aveva suscitato molto interesse fino a quando la Regione Toscana, per mano del Presidente Rossi ,firmava una delibera per assumere Medici Scolastici. Come Enti Sussidiari dello Stato ci siamo quindi fermati perchè per noi è importante che i cittadini abbiano risposte e non necessariamente le "nostre" risposte. La nostra, però, rimane a nostro avviso la più ovvia, concreta ed appropriata  perchè sfrutta un modello che in Azienda si sta già costruendo: L'infermiere di famiglia e comunità. Ad oggi è sicuramente manchevole di ulteriori risorse infermieristiche e di strumenti ma già ricco di progetti operativi ed esempi concreti. L'infermiere di famiglia e comunità è infatti già partito ANCHE nelle comunità scolastiche a Grosseto. Vedi QUA

Ebbene, leggiamo da un'inchiesta della Nazione (LEGGI QUI) che, in effetti, la delibera per i medici scolastici non ha avuto ricadute specifiche nelle scuole. Questa non è una critica, nè un giudizio ma solo un accogliere i fatti sicuramente ben giustificati da una serie di contingenze prioritarie. 

L'occasione è stato quindi utile per rilasciare un ulteriore intervista che sprona a lavorare su quello che già abbiamo, su cui stiamo già investendo, che stiamo già sperimentando. Crediamo che se viene tracciata una rotta sia necessario rinforzarla, sostenerla ed ampliarla senza creare soluzioni diverse ed estemporanee che forse tamponano il qui e ora ma più difficilmente mettono a sistema il domani. 

2020 12 dicembre la nazione

 

 

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