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Partirà il 5 maggio e proseguirà fino a luglio, per un totale di 9 incontri, la nuova iniziativa OPI Grosseto. Si chiama "Incontriamoci" e l'obiettivo è trovare un momento di serena e propositiva condivisione. Uno spazio virtuale dove incontrarci, anche se a distanza, per parlare, ascoltare, progettare.

Un momento di libera accoglienza, senza paletti e linee guida, per discutere di professione e di noi come professionisti e persone ad oltre un anno di pandemia che ha cambiato tutto e che apre a tanti cambiamenti ancora incerti. Un'opportunità per crescere insieme e trovare intenti comuni per poter rispondere al benessere della nostra comunità attraverso il benessere della nostra professione.  

Gli incontri non saranno pubblici ed è quindi necessario dichiarare la presenza scrivendo a segreteria@opigrosseto.it entro il giorno precedente all'incontro per poter ricevere il link personalizzato. 

Si inizia il 5 maggio con "incontriamoci tra infermieri di area chirurgica e sala operatoria"

INCONTRIAMOCI 1

vaccino cittadinoComunicato stampa 21 aprile 2021

Nicola Draoli presidente di Opi Grosseto ricorda: “Siamo tutti consapevoli della tensione e della stanchezza di questo periodo, ma solo creando un’alleanza possiamo far sì che la campagna vaccinale vada avanti con meno intoppi”.
 
 
“Chiediamo ai cittadini pazienza e collaborazione nei confronti dei colleghi infermieri, degli oss e degli altri operatori coinvolti in questo momento nella campagna vaccinale”. È l’appello che Nicola Draoli, presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Grosseto lancia nei confronti della popolazione, in un momento in cui la campagna vaccinale sta subendi momenti di arresto e difficoltà legati perlopiù a cambiamenti continui ed incessanti dei programmi, determinando alcuni disagi per i cittadini.  Negli ultimi giorni, infatti, l’Opi ha ricevuto alcune segnalazioni da parte di infermieri impegnati nei punti vaccinali di momenti di nervosismo e tensione, prontamente risolti solo perché il personale infermieristico è preparato anche a gestire la relazione terapeutica. 
 
“La campagna vaccinale, come tutti sappiamo – spiega Draoli -, viene gestita direttamente dalla Regione Toscana con il sistema ‘prenota vaccini’ o con il sistema di invio diretto per alcune categorie di persone ed è soggetta a continui cambi di programma . Questo significa che le figure professionali presenti negli hub vaccinali non solo non hanno nessuna voce in capitolo sulle liste di attesa, e non possono quindi intervenire sui meccanismi di prenotazione, né sui criteri che permettono l’accesso alla vaccinazione, ma sono anche in difficoltà a fornire le giuste informazioni, sempre più veloci repentine e provvisorie . Per avere chiarimenti e informazioni, infatti, è necessario rivolgersi al numero verde 800 11 77 44, attivo tutti i giorni dalle 9 alle 17, per informazioni sulle vaccinazioni delle persone con più di 80 anni, mentre bisogna chiamare il numero verde 800 43 25 25 dalle 8 alle 20 dal lunedì al venerdì, per avere notizie sul percorso da seguire per le persone con elevata fragilità. 
 
I nostri professionisti si stanno spendendo, ogni giorno, per contribuire in modo concreto alla vaccinazione della popolazione ed è importante che trovino, nei cittadini, degli alleati. Sappiamo bene, perché riguarda anche noi infermieri e operatori sanitari, che i sentimenti che prevalgono in questo momento, a oltre un anno dall’inizio della pandemia, sono la stanchezza, la preoccupazione, il nervosismo, a volte la rabbia. Tutte emozioni che ponendosi con collaborazione e rispetto verso gli altri possono essere gestite con serenità”, sottolinea Draoli. 
 
Inoltre, ricorda il presidente di Opi Grosseto “… l’Ordine è a disposizione dei colleghi per ascoltare le loro richieste e, in qualità di ente sussidiario dello Stato, in caso di criticità e per ridurre le difficoltà che si incontrano nel percorso vaccinale, sta portando avanti da tempo un dialogo propositivo con la Regione o con le amministrazioni locali”.

Da www.fnopi.it - del 13 aprile 2021

Tre richieste precise: subito una circolare del ministero della Salute per consentire l’applicazione dell’allentamento dell’esclusiva degli infermieri prevista nel decreto Sostegni, perché possano scendere in campo anche fuori dell’ospedale i 270mila dipendenti che moltiplicherebbero in modo esponenziale le vaccinazioni.

Una stabilizzazione dell’allentamento dell’esclusiva che consenta agli infermieri non solo l’intervento nella campagna vaccinale, ma l’assistenza anche sul territorio ai soggetti più fragili, soprattutto a quelli che durante la pandemia sono stati trascurati dai vari livelli di assistenza e che ora vanno recuperati per non mettere a rischio la loro salute.

Sul modello già applicato a farmacisti e farmacie, consentire maggiore autonomia agli infermieri che operano sul territorio occupando ogni porzione e spazio del Servizio sanitario nazionale, i quali senza necessità di preparazioni particolari o tutoraggi (sono già vaccinatori da anni nei centri vaccinali) potrebbero allargare la platea dei vaccinati fino al domicilio, a vantaggio soprattutto dei più fragili.

In questo modo l’immunità di comunità (o di gregge) entro luglio diventa un traguardo non solo da raggiungere, ma assolutamente raggiungibile.

Parla chiaro la Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche in una lettera inviata a Draghi, Speranza, Gelmini e per conoscenza Figliuolo, Curcio e Bonaccini: gli infermieri sono vaccinatori da sempre e per professione, ma prevedere il loro intervento solo sulla carta senza dargli il necessario appoggio programmatorio e normativo significa legargli le mani e non consentirgli, nonostante le previsioni, di intervenire come vaccinatori non solo per chi arriva in ospedale o nelle strutture delle aziende sanitarie.

Proprio per questo – scrive la presidente FNOPI Barbara Mangiacavalli nella lettera rivolgendosi ai massimi responsabili delle istituzioni – vi chiediamo di sostenere, come fatto per i farmacisti e senza necessità come accade in alcune Regioni di prevedere interventi improbabili di operatori non adeguatamente formati che rappresenterebbero un rischio anche per la salute della popolazione, l’introduzione già nella fase di conversione del Decreto-legge 22 marzo 2021 n. 41 della possibilità per gli infermieri e gli infermieri pediatrici di svolgere l’attività di vaccinazione in autonomia e di prevedere le regole uguali per tutti per l’allentamento dell’esclusiva e le possibilità di intervento degli infermieri”.

“Si tratta – aggiunge – di affrontare con il massimo della potenzialità assistenziale la pandemia e si tratta di velocizzare quanto più possibile la vaccinazione per far fronte a contagi e decessi, ma anche di soddisfare i bisogni di salute dei più fragili che durante la pandemia sono stati trascurati”.

“Gli infermieri si sono da subito resi disponibili per un intervento efficiente, efficace e autonomo, in modo anche da lasciare libertà di azione agli altri professionisti coinvolti – conclude Mangiacavalli nella lettera – ma per consentire queste attività è richiesto di apportare le necessarie modifiche alla normativa vigente, oltre che un coordinamento e un monitoraggio sull’attuazione delle norme che non le lascino solo sulla carta, ma le attuino a pieno regime, aumentando l’efficienza del nostro servizio sanitario nazionale”.

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