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giornaliRiproponiamo l'intervsta Esclusiva del Presidente Nicola Draoli al quotidiano "La Nazione".

Link: https://www.lanazione.it/grosseto/cronaca/vaccinazioni-terza-ondata-e-tante-incognite-1.5926960

Incognita infermieri. La possibile terza ondata di contagi e il necessario aumento della campagna vaccinale potrebbero creare un’improvvisa richiesta di infermieri che non è certo si riesca a soddisfare. "Già prima dell’esplosione della pandemia avevamo studiato a fondo il problema della carenza di personale specializzato, valutando in circa 250 il numero di figure professionali di cui tutta la nostra provincia aveva bisogno – dice il presidente provinciale dell’Ordine delle professioni infermieristiche, Nicola Draoli –. Adesso il quadro che ha portato a quella stima si è modificato proprio a causa del Covid19. Ad esempio si è rallentato sull’aumento di alcuni servizi proprio perché si è dovuto far fronte allo tsunami del coronavirus, sia a livello ospedaliero, sia a livello territoriale". Ma cambiando l’ordine dei fattori il prodotto non cambia. "Sì, alla fine quel fabbisogno stimato ‘in tempo di pace’ potrebbe avere un senso anche oggi – riprende Nicola Draoli - ma comunque al prezzo di tenere ‘fermi’ i servizi che con il coronavirus hanno poco o nulla a che fare e al netto di una possibile terza ondata e non solo". C’è, infatti, un elemento del tutto nuovo rispetto al 2020 che adesso pesa – e non poco – sulla organizzazione sanitaria: è quello della vaccinazione. Perché anche la campagna vaccinale assorbe infermieri, e i numeri da gestire non sono affatto bassi. Si parla di vaccinare potenzialmente l’intera popolazione residente della Maremma e di farlo anche in fretta, o quantomeno non appena possibile. Per procedere spediti c’è bisogno di personale e dunque i conti che si sono fatti e che si stanno facendo potrebbero saltare.

"Di certo – aggiunge il presidente dell’Opi di Grosseto – se dovesse arrivare anche da noi una terza ondata sarà veramente dura, per non dire ‘matematicamente impossibile’ stare dietro a un’impennata di casi e allo stesso tempo a una vaccinazione a tappeto. Tra tamponi sul territorio, tamponi a scuola, vaccini alle fasce di popolazione prioritarie, più tutto ciò che riguarda i servizi generali che seppur a scartamento ridotto un minimo dovrà pure funzionare sarà molto difficile fare una stima di quanti professionisti serviranno. Di certo non pochi".

E poi c’è da mettere nel conto che gli infermieri sono esseri umani, anche loro possono ammalarsi contraendo il Covid19 come purtroppo già accaduto nel 2020. Nonostante questa sia una ovvietà, sono decine, se non centinaia gli infermieri che ancora oggi non possono essere vaccinati perché non ammessi alla prenotazione. Anche se rientrano nella prima priorità non riescono a ricevere il vaccino probabilmente per scarsità di dosi. "È il classico caso in cui la domanda supera l’offerta – prosegue Draoli –. Dall’osservatorio privilegiato dell’Ordine provinciale, posso dire che registriamo un numero molto elevato di colleghi che sono pronti a vaccinarsi, ma che non riescono ad accedere al sistema delle prenotazioni e scrivono proprio all’Ordine per capirne il motivo e per sapere quando arriverà il loro turno. C’è una forte determinazione ad assumere il vaccino da parte degli infermieri derivante da un grande senso di responsabilità". È evidente che la protezione della categoria degli infermieri va a incidere fortemente anche sul relativo fabbisogno di figure professionali. 

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