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Nonostante le difficoltà legate all'emergenza Coronavirus in Provincia di Grosseto l'Infermiere di Famiglia e Comunità (IFeC) si sperimenta in progetti pilota di grande valenza comunitaria: dipendenze e istituti scolastici. L'Ordine ringrazia i Professionisti tutti, l'Azienda, i partner istituzionali che stanno permettendo questi percorsi di grande e necessario senso.

 
 
 
 IL PROGETTO FUORI DAL GUSCIO (Area Amiata Grossetana)

Sull'Amiata Grossetana L’infermiere di famiglia si attiva specificatamente per chi soffre di dipendenze e patologie croniche: al via il progetto “Fuori dal guscio”. Leggi tutto l'articolo completo cliccando QUA.

Ospedale di Comunità e Servizio per le dipendenze – SerD sono i due ambiti del progetto “Fuori dal guscio” che mette l’assistenza dell’infermiere di famiglia e comunità a disposizione delle categorie di persone che riconoscono di avere una dipendenza o affette da patologie croniche.

E’ importante ricordare che il ruolo dell’infermiere di famiglia si traduce nella presa in carico infermieristica delle persone con bisogni di salute già espressi, come continuità assistenziale, ma prevede anche un aspetto proattivo della cura che interviene prima dell’eventuale comparsa della malattia quindi con una funzione di prevenzione. Ed è proprio tale caratteristica che rende questa figura professionale poliedrica e adeguata non solo all’assistenza domiciliare ma specifica anche per la collaborazione con il personale medico e del sociale nella lotta alla cronicità e alle dipendenze e nella promozione della salute, educando le persone a stili di vita sani.

Da qui nasce il progetto come supporto al SerD e all’ospedale di Comunità di Castel del Piano, dove la professionalità dell’infermiere di famiglia e comunità si integra sviluppando interventi di prevenzione secondaria rivolti a pazienti con patologie croniche tra cui dipendenza da abuso di alcol, dal gioco d’azzardo, dal fumo, obesità, diabete, malattie cardiovascolari. Chi presenta queste problematiche di salute solitamente non si trova in una condizione grave di salute, ma necessita comunque di cure costanti e specifiche che possono essere garantite all’interno dell’ospedale di Comunità di competenza dell’assistenza sanitaria territoriale.

Per ulteriori informazioni sul servizio è possibile contattare dal lunedì al venerdì i numeri 0564 – 914635 per il SerD, dalle 11 alle 12 e 0564 – 914632 dalle 13 alle 14.

IL PROGETTO LASCIAMO LE IMPRONTE (IFeC nelle scuole - Area Grossetana)

A Grosseto invece l'IFeC diventa una figura sanitaria di riferimento per supportare il personale scolastico e le famiglie in questo periodo di pandemia e avviare un percorso di educazione sanitaria negli istituti scolastici. Leggi tutto cliccando QUA. È con questo obiettivo che  al nido di infanzia aziendale del 4° stormo dell’ Aeronautica Militare “L’aeroplanino dei sogni” di Grosseto sarà presente un infermiere di comunità, grazie al progetto sperimentale “Lasciamo le impronte”, avviato dall’Azienda sanitaria Usl Toscana sud est su proposta della cooperativa sociale Uscita di Sicurezza, che gestisce il nido di infanzia del Ministero della difesa.

Saranno quattro gli infermieri di comunità coinvolti, due con il ruolo di referenti e due con quello di associati, e il loro compito sarà quello di sciogliere dubbi su casi specifici per prevenire la diffusione del contagio da Covid 19, osservare e affiancare gli operatori dell’asilo durante lo svolgimento di attività all’interno del servizio, soprattutto nei momenti di maggiore promiscuità e contatto come quello del pasto o del cambio, e dare vita ai incontri di formazione ed educazione sanitaria per gli operatori e per le famiglie.

“In un momento di così forte preoccupazione per le famiglie e per il personale che opera nelle strutture – spiega Ilaria Cigni, responsabile dei servizi per l’infanzia della cooperativa Uscita di Sicurezza – ci è sembrato opportuno trovare nuovi strumenti per supportare ed informare. Un modo per rassicurare genitori, educatori e personale della scuola, ma anche per alleggerire il sistema sanitario e l’attività di pediatri di libera scelta, in un momento di grande impegno per tutti, ma questo progetto non si ferma al supporto in questa fase di emergenza, perché la presenza di un riferimento infermieristico in un nido di infanzia – continua Cigni – è fondamentale sempre, anche per dare consigli su temi come allattamento, svezzamento, l’igiene e molti altri dubbi e questioni che, nei primi anni di vita di un bambino, possono preoccupare le famiglie”.

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