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nicola draoli forum risk 2018Corruzione e trasparenza in corsia.

Come consigliere della Fnopi sono intervenuto oggi su questo tema in una prestigiosa tavola rotonda al Forum Risk Management. Da tempo non trascrivo la sintesi di un mio intervento ma penso che questo sia interessante condividerlo con voi. 

Sì perchè quando parliamo di corruzione e mancata trasparenza si pensa sempre ai grandi scandali riportati dai media. In realtà, ma questo anche l'ANAC ce lo dice, i comportamenti corruttivi sono piccoli ma costanti così da renderli spesso non leggibili e non quantificabili ed il fenomeno, dilagante, assume la sua vera forma come somma, non come singolo evento. Ma non solo: spesso i fenomeni opachi sono del tutto incosapevoli e sono legati a doppio filo con un sistema sanitario definanziato, una mancata crescita delle professioni sanitarie, e una cultura sanitaria molto bassa del cittadino.

La competenza non riconosciuta genera corruzione e mancata trasparenza

Per non essere corruttibili, per essere trasparenti, è necessario che il sistema in cui operiamo ci riconosca autonomia. Solo l'autonomia può portare ad un maggior senso di responsabilità e la responsabilità libera dai condizionamenti. Responsabilità degli infermieri: pensiamo a quegli spazi che già presidiamo con competenza come il wound care, lo stoma care o i device venosi. In questi ambiti esercitiamo una competenza che potrebbe essere prescrittiva su ausili e presidi e di indirizzo certificativo per il cittadino ma ancora questo non è possibile. Quindi l'infermiere che è il maggior esperto in materia deve necessariamente sottostare ad un processo prescrittivo e decisionale che non controlla e governa. Questo mancato sviluppo di decisionalità genera il rischio di corruzione o mancata trasparenza nel tentativo di indirizzare il cittadino verso il giusto percorso. Ma pensiamo anche alla prescrizione farmacologica. Senza entrare nella potestà certificativa la cartina al tornasole di un "sovra trattamento prescrittivo" passa anche dalla mancata aderenza alla terapia e da una mancata ricognizione farmacologica per procedere alla sua riconcilizazione (ovvero mappare i farmaci assunti per ridurne l'uso). Anche in questo caso la competenza dell'infermiere dovrebbe indirizzare percorsi di trasparenza e appropriatezza ma ancora una volta e ancora troppo poco tale competenza non viene formalmente riconosciuta. Solo il lavoro in equipe dove i professionisti esprimono la loro massima potenzialità può arginare fenomeni di rischio. 

Un sistema teso alla deprofesionalizzazione di tutti gli attori genera corruzione e mancata trasparenza

In un sistema definanziato, dove il potere contrattuale è ai minimi storici, dove l'occupazione è ancora ben lontana da essere adeguata, si sta creando il fenomeno assurdo e illogico di far tendere tutti ad abbassare il loro livello di competenze per mantenere spazi, per non perdere posti di lavoro. Così siamo in un dibattito politico irrispettoso per i nostri cittadini dove l'andamento è quello di abbassare il livello (medici che difendono posti in ambulanza che potrebbero essere infermieristici, infermieri che difendono assistenze di bassa complessità che potrebbe essere degli oss). Questo genera conflitti, tensioni e ancora una volta rischi corruttivi per dare risposte che il sistema non ti permette di dare in autonomia e responsbailità.

Un cittadino senza conoscenze e senza professionisti che difendono i suoi diritti genera corruzione e mancata trasparenza

Se il cittadino non conosce i percorsi, i suoi diritti, entra in un sistema ad alto rischio di corruzione. Noi dovremmo essere agenti morali del cittadino, in grado di supportare la sua autodeterminazione, capaci di indirizzarlo in percorsi di diritto sanitario (pensiamo alle cure palliative con la legge 38/2010). Eppure il cittadino ha ancora bisogno di molta informazione, ma ha soprattutto bisogno di professionisti in grado di formarlo e di accompagnarlo nelle scelte. Ma questo accade raramente con il potere, ancora fortemente paternalistico, di tanti processi decisionali nelle mani di pochi, anche nelle attivazioni di percorsi che la legge impone come obbligatori e sui quali soffriamo una crisi etica e deontologica per non poterli presidiare in equipe con pari livello di decisionalità. Cittadino incosapevole e professionisti frustrati  generanofenomeni corruttivi.

Stipendi e concorsi pensati per il secolo scorso generano corruzione e mancata trasparenza

Pensiamo alla libera professione intramoenia a noi negata con stipendi  bassisimi. Questo genere il rischio di esercitare lavori in nero, consapevoli della grave illegalità ma spesso così disperati da tentarla comunque,  che mettono a rischio tutti, il professionista che rischia il licenziamento e il cittadino che non ha cure di garanzia legale. 

Lo stesso sistema concorsuale che genera graduatorie valide dal pronto soccorso alla medicina, dal territorio agli ambulatori, è ormai una macchina che non funziona più. Un infermiere specializzato che avrà aree di infungibilità, con regole di reclutamento che agiscono in tal senso, permetterà appropriatezza economica e clinica, risponderà ai bisogni della popolazione, dei professionisti e dell'organizzazione. Così abbiamo una massa di soli numeri che si muove secondo esigenze di "buchi organici" che solo nel corso degli anni potrà forse sanarsi, con una direzione illuminata, riallineando le competenze e le aspirazioni del singolo professionista che nel frattempo però lavorerà ovunque meno dove ha intenzione di specializzarsi. E anche quetso genera fenomeni corrutivi.

Ecco perchè solo professionisti autonomi, responsabili, messi in grado di esercitare il massimo delle loro competenze, capaci di poter affiancare con decisionalità i percorsi del cittadino, possono risolvere moltissimo tanti piccoli e frequenti fenomeni grigi di corruzione e mancata trasparenza

Nicola Draoli, 29/11/2018

 

 

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