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conosci linfermiereInteressante, molto interessante gli ultimi risultati dell'indagine censis sulla professione in ambito territoriale. Gli italiani si fidano di noi. Gli italiano vorrebbero averci accanto con facilità e costanza fuori dall'ospedale. Non lo diciamo noi. Non lo dicono i collegi IPASVI. Lo dicono i cittadini. A fronte di aggressioni scandalose e litigiose zuffe sui social il cittadino che ha un VERO bisogno, il cittadino silenzioso, il cittadino che non sfoga la sua rabbia repressa, il cittadino con cui instaurare alleanze assistenziali, si affida alle nostre cure.

O almeno...si affiderebbe.

Perchè mentre tutto il mondo investe nell'assistenza infermieristica domiciliare noi siamo ancora a fare le guerre interprofessionali perchè usiamo il termine "infermiere di famiglia" che "confonde l'utenza". Ma chiamiamolo infermiere di comunità, infermiere geolocalizzato, infermiere panda munito. Che ci chiamassero come meglio aggrada chi ci vede con sospetto e cominciassero davvero le istituzioni e la politica a riformare il sistema. Gli italiani lo chiedono, non noi. Chiedono di potenziare i servizi infermieristici sul territorio, di semplificare i processi burocratici. Gli italiani chiedono risposte e offrono soluzioni, disponibili ad avere infermieri di comunità aziendali così come infermieri liberi professionisti di riferimento convenzionati. Perchè il presente, si legge nella ricerca, è un ricorso continuo a prestazioni private ma spesso disaggregate e in modalità sommersa, e nel sommerso c'è di tutto...l'abusivo, il dipendente pubblico che lavora in nero, la piaga dei liberi professionisti che operano in forma para sub ordinata..

 

Noi stiamo tentando, lo sapete, varie strade. Come IPASVI Toscana sono iniziate una serie di interlocuzioni regionali su svariati ambiti: uno skill mix definito, fabbisogni minimi, competenze nell'emergenza urgenza ma tra cui spicca proprio la richiesta di un vero infermiere di famiglia/comunità. A livello Provinciale abbiamo un progetto importante di cui speriamo di darvi conto entro breve e nel frattempo staimo cercando di rompere l'intermediazione tra il cittadino e l'infermiere proponendoci come collegamento diretto tra i nostri giovani e i liberi professionisti e i cittadini. Anzi, invito tutti, diamoci una mano, quando sentite che qualcuno ha bisogno indirizzatelo al collegio IPASVI, fateli consultare la vetrina liberi professionisti, usate il servizio "cero/offro lavoro", siate promotori della professione!

Sono importanti queste ricerche, sono fondamentali. Permettono di portare dati alle istituzioni politiche e aziendali che non sono autoreferenziali. Permettono di dare credibilità alla nostra voce. C'è però un altro elemento che serve a darci credibilità...e siamo ognuno di noi. Uno ad uno. Riscattiamoci con l'utenza, portiamo loro cultura, non autocommiseriamoci davanti a loro, crediamo nel nostro valore perchè spesso siamo noi per primi a non crederci davvero fino in fondo. Siamo noi per primi a soffrire un po' la sindorme di cenerentola. È vero, è verissimo, quanti problemi che abbiamo...deprofessionalizzati, precari, sottopagati, tra incudine e martello della governance politica e sanitaria. Ma ecco...i cittadini si affidano a noi.

Continuiamo a lavorare, impegniamoci tutti, a tutti i livelli, ognuno con le sue armi...e prendiamo esempio dai nostri assistiti e fidiamoci e affidiamoci un po' di più a noi stessi.

Nicola Draoli

LINK ALL'INDAGINE: http://www.ipasvi.it/attualita/infermieri-gli-italiani-li-apprezzano-ma-crisi-e-carenze-mettono-a-rischio-ospedale-e-territorio-id2093.htm

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