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FB IMG 1465939213993Grosseto, 14 giugno 2016.
Ringrazio i Dottori D'Anza e Cardamone per gli splendidi interventi e per aver animato una giornata che ha portato ampie ed importanti riflessioni in sala. Una sala ad onor del vero non troppo gremita ma densa di trasversalità del tessuto sociale e professionale tra cui la presenza della Dott.ssa Platter di Cittadinanzattiva con la quale ci siamo piacevolmente confrontati e con cui, siamo sicuri, inizieremo percorsi di profonda condivisione su tematiche più ampie e che rinsaldino l'alleanza terapeutica assistenziale infermiere - cittadino. 
Un grazie ovviamente alla consigliera Mirella Santucci per l'entusiasmo e la caparbietà. Come ho anticipato ad inizio giornata troppo spesso ci dimentichiamo, noi per primi, che un ente ordinistico deve far valere con più vigore ed energia uno dei sui mandati prioritari; quello della tutela della salute dei cittadini che è di fatto raggiungibile tramite ed attraverso l'altro mandato prioritario: la crescita e tutela della professione. Questa è stata una giornata che ha a mio avviso ben coniugato i due aspetti, di cui siamo molto soddisfatti, e che tracciano un percorso virtuoso di confronto con i cittadini su temi ampi e doverosi di analisi. Vorrei quindi riportare una sorta di "pillole della giornata" per chi era assente premettendo che è un resoconto che risente della mia soggettività, pur se ho preso diligentemente appunti. 
La contenzione  è una pratica lesiva della dignità dei nostri assistiti ma essa è presente, al pari di altre azioni e pensieri di confine etico, ogni qual volta:
-si perde la relazione con i nostri assistiti e con la loro rete familiare ed amicale;
-quando esistono strutture che non garantiscono un rapporto operatore/utente adeguato;
-quando non si investe nella formazione specifica;
-quando si costruiscono luoghi di cura chiusi al mondo esterno e privi di spazi adeguati che - pur non essendo di ricovero - sono essi di identica aggregazione ed inclusione sociale e quindi di cura anch'essi;
-quando non si investe sulla multidisciplinarietà
-quando non si attua la volontà di comprendere ed analizzare gli eventi critici;
-quando i flussi comunicativi tra operatori e cittadini sono disarmonici e incoerenti;
-quando non si costruisce un ambiente sereno e distensvo;
-quando ci si affida ad un eccessiva rigidità clinica ed organizzativa;
-quando si rinuncia all'integrazione dei servizi.
 
Ma forse, ed in definitiva, quando si rinuncia a migliorarci ed interrogarci sempre e quando smettiamo tutti insieme di lottare per una società che ha perso il senso solidaristico, inclusivo, di accettazione dell'altro, della comprensione del mondo, che stigmatizza ed isola il fragile. 
Non solo contenzione. Non solo psichiatria. Una bella giornata.
Nicola Draoli

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