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scuolaDomani avremo un incontro con un centinaio di studenti delle scuole superiori del Polo Bianciardi di Grosseto grazie all'impegno della Consigliera Romina Chechi. Approfitteremo per somministrare un questionario sulla percezione dell'infermiere da parte degli adolescenti di cui vi divulgheremo i risultati per farci una riflessione insieme. Siamo molto contenti della giornata, obiettivo del Collegio dovrà essere sempre più centrato sui rapporti con la società extra professionale; i confronti politici di questi giorni, l'evento "87 ore", le giornate nelle scuole, le giornate aperte sui corsi di disostruzione pediatrica sono un piccolo passo. In cantiere altri momenti importanti. E in merito a questo percorso, doveroso per un Collegio che se vuole portare consapevolezza e cambiamento deve andare a parlare di infermieri fuori dai consueti contesti monoprofessionali, vorrei portare una riflessione personale suscitata da un post su facebook che ho letto. Il post dice: Essere in un supermercato e sentir parlare una signora al telefono di quanto sia brava la "Dott.ssa Mangiacavalli quella dell'IPASVI". 

L'impatto di ogni nostra azione se è azione portatrice di significato, che ha forma e senso, produce sempre dei risultati. Lancia un seme. Fa germogliare un impianto di pensiero diverso. Come questo si propaghi e cambi le cose non ci è dato saperlo. Viviamo in una società in cui pretendiamo la causa effetto immediata e la vogliamo non solo visibile ma forte, urlante ed assoluta. Ma non funziona quasi mai così. Domani a quelli studenti noi parleremo dell'infermiere. Non vedremo i risultati. E non sapremo mai quale cambiamento produrremo. Ma sono certo che almeno uno di quei ragazzi contribuirà in un qualche modo a valorizzare l'infermieristica, come lavoratore, studente universitario, come utente....come cittadino. E aggiungo: non potrà mai essere una legge da sola a valorizzarci, ma come ognuno di noi singolarmente e quotidianamente lavora e porta valore in ogni contesto professionale e soprattuto extra professionale. Che la valenza di una professione la si dimostra nel nostro essere quotidiano, ogni volta che decidiamo non di fare l'infermiere ma di essere infermiere, mescolando sapientemente valori civili e professionali senza soluzione di continuità nel nostro vivere e rendendoli visibili al mondo. Nicola Draoli.


 

Come promesso pubblichiamo di seguito i risultati del questionario somministrato agli studenti delle classi quinte Polo Bianciardi. Queste le Conclusioni: 

Il campione proviene da famiglie con media scolarità, indeciso sul proprio futuro. Vede l’infermiere inserito in un percorso non universitario ma lo colloca stranamente anche in posizioni apicali pur non riconoscendo la carriera come ambito di possibilità concreta. Vede la professione come difficile e per pochi, ne riconosce l’impatto sociale, e la colloca prevalentemente in ospedale. Sottostima il guadagno medio di un infermiere. Il 67 %  degli intervistati non sceglierebbe la professione infermieristica quale futuro lavoro. Sarebbe stato interessante riproporre quest’ultima domanda alla fine della giornata- incontro di orientamento che abbiamo effettuato.

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