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Vogliamo esprimere la piena solidarietà – afferma Nicola Draoli, presidente Opi Grosseto – alla collega che ha subito l’aggressione in spdc e che ho provveduto a chiamare personalmente per sapere come sta. Al di là dell’evento, questa aggressione solleva il tema di una carenza di strutture e di servizi adeguati in ambito della salute mentale, come abbiamo ribadito più volte, perché quello della psichiatria è un ambito emergenziale, in continua crescita, e i reparti per acuti hanno bisogno di essere decongestionati tramite una maggior presenza di strutture residenziali di lungo termine e servizi adeguati.

Tra l’altro tutto questo avviene in una situazione generale di carenza del personale, non solo infermieristica, particolarmente accentuata in psichiatria, proprio perché è un ambito  dove si fatica ancora di più a trovare specialisti. Al di là della stigmatizzazione dell’aggressione, quindi, ci teniamo come Ordine a sottolineare che la salute mentale è un ambito particolarmente fragile che ha bisogno di politiche di sostegno molto forti e che fanno fatica ad affermarsi.

“Ho scelto di essere infermiere”: lo slogan di Opi Grosseto per raccontare le caratteristiche della professione.
L’Ordine delle professioni infermieristiche dà il proprio contributo nella promozione della carriera infermieristica. Draoli: “Manca il ricambio generazionale, ma siamo convinti che i tanti percorsi a cui la professione infermieristica è aperta, possano interessare i giovani”.

“Ho scelto di essere infermiere” è lo slogan della campagna lanciata dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Grosseto, per raccontare, in modo particolare ai giovani che si apprestano a terminare il ciclo di istruzione superiore, la professione.
“Da tempo – dice Nicola Draoli, presidente di Opi Grosseto – denunciamo a più livelli la carenza di personale sanitario e, tra questi, quella degli infermieri, eppure siamo convinti che la nostra professione, con le sue molteplici sfaccettature e specializzazioni possa essere appetibile per chi desidera lavorare nella sanità e diventare un riferimento nella comunità in cui opera. Per questo abbiamo deciso di favorire la conoscenza della nostra professione e rappresentare alcuni degli aspetti forse meno noti con una piccola, ma speriamo incisiva, campagna promozionale”.
Lo slogan, infatti, è accompagnato da alcune immagini e da tre frasi che raccontano altrettanti aspetti della professione dell’infermiere:

l’assistenza domiciliare e territoriale, al fianco delle persone nel loro luogo di vita e quindi nella loro più autentica intimità nelle diverse fasi della vita;

gli aspetti più tecnologici e specializzati, quelli, ad esempio, che si possono approfondire con l’impegno nel settore dell’emergenza-urgenza o in contesti ospedalieri altamente qualificati;

la formazione, la ricerca e l’educazione, altri settori che vedono gli infermieri impegnati per migliorare la salute delle persone, non solo promuovendo consapevolezza e quindi educando gli altri, ma anche dando il proprio contributo alla ricerca scientifica. In questo ultimo caso lo sfondo è proprio quello del polo didattico di Grosseto.


“La nostra professione è così complessa e variegata - dice Draoli - che semplificarla è sempre difficile e spesso riduttivo. Siamo certi che partire dalla conoscenza e dall’informazione possa essere il primo passo per aprirsi all’ingresso di nuovi professionisti e allo stesso tempo rimarcare che avere nuovi professionisti infermieri rappresenta un impegno comunitario utile a tutta la popolazione”.

Di seguito le Tre grafiche che saranno su tutti i principali media locali da domani (clicca per ingrandire):

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ctuctpUn'importante opportunità per tutti i colleghi desiderosi di svolgere attività peritale come CTU o CTP.

Infatti L’attuale normativa prevede che le domande di iscrizione all'albo dei consulenti tecnici d’ufficio, ex art. 13 disp. att. c.p.c., e all’albo dei periti presso il tribunale, ex art. 67 disp. att. c.p.p., siano inseriti
con modalità telematiche e che i medesimi albi, in ogni ufficio giudiziario, siano tenuti con modalità esclusivamente informatiche.


- l’accesso al portale sarà reso disponibile a partire dal prossimo 4 gennaio 2024. I sistemi civili (SICID, SIECIC, SIGP, CONSOLLE MAG) sono stati adeguati al fine di poter colloquiare con il suddetto Portale.

Il link al portale è https://alboctuelenchi.giustizia.it/gestione-albi/home;


- i professionisti che alla data di entrata in vigore del detto decreto (26 agosto 2023), erano già iscritti all'albo CTU tenuto in modalità analogica, mantengono l'iscrizione e potranno chiedere di essere inseriti in uno o più settori di specializzazione della categoria di appartenenza o di una diversa categoria, allegando all'istanza da inoltrare telematicamente la documentazione prescritta dal medesimo decreto ministeriale;


- inoltre, sempre i consulenti tecnici d’ufficio e i periti già iscritti negli albi circondariali tenuti in modalità cartacea alla data del 4 gennaio 2024, dalla medesima data potranno ripresentare la domanda di iscrizione attraverso la procedura telematica, senza necessità di effettuare un nuovo pagamento del bollo e della tassa di concessione governativa, entro il termine perentorio del 4 marzo 2024;


- le nuove domande di iscrizione all’albo CTU potranno essere presentate dai professionisti esclusivamente nell’arco di due finestre temporali, comprese l’una tra il 1°marzo e il 30 aprile e l’altra tra il 1° settembre e il 31ottobre di ciascun anno

Competence Infermieri e tecniciComunicato Stampa 29/01/2024

“Stiamo vivendo ancora una volta un momento di grande difficoltà a livello sanitario: se non arriva nuovo personale i servizi non si aprono e, in molti casi, non si mantengono nemmeno”. Questa, in sintesi, l’analisi di Nicola Draoli, presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Grosseto, sulla mancanza di personale sanitario legata anche ai pensionamenti e alla mancanza di ricambio generazionale.

“Non sta arrivando nuovo personale dall'estate del 2023 – spiega Draoli - mentre continuano a uscire professionisti per via del pensionamento, spesso anche anticipato, e per le mobilità verso altre Asl o per la vittoria di concorsi altrove. A questo si aggiunge un calo demografico generale, come testimoniano i dati dell’Agenzia regionale di sanità: anche in provincia di Grosseto abbiamo un’età media di 49,3 anni e sono 5,4 in nuovi nati, a fronte di 14,6 decessi all’anno. Dati che non contribuiranno ad aumentare il numero di professionisti nel futuro e in particolare di infermieri, ma anche di Oss, come certificano i vari studi che si succedono durante l'anno. Anche noi recentemente abbiamo dichiarato il calo di iscrizioni ai corsi di infermieristica. Temiamo inoltre che la graduatoria per infermieri già pronta da quest'estate rimanendo ferma così a lungo si svuoterà prestissimo per il fatto che molti dei professionisti idonei intanto hanno assunto altri incarichi nella sanità privata o in centri di eccellenza di grandi città nella sanità pubblica.”.

Il presidente di Opi Grosseto fa anche una riflessione e un appello: “Il dibattito pubblico e politico orientato solo ai servizi (quelli da mantenere, quelli da non chiudere e quelli da aprire), da solo e senza fare il conto con i professionisti che servono, rischia di generare frustrazione anche nella cittadinanza e a rimetterci, oltre ai cittadini, sono i professionisti che si trovano a fare da parafulmine in questa situazione e che sono chiamati a mantenere l'esistente senza numeri. Dobbiamo pensare a come trasformare quello che abbiamo, lavorando su nuovi percorsi, nuove competenze, sull’utilizzo di nuova tecnologia, di nuove modalità di prese in carico precoci. Vogliamo anche approfittare dell’imminente tornata elettorale per avviare una riflessione, un approfondimento, che non sia basato su riduzioni semplicistiche ma che, in modo onesto e trasparente, parta da dati oggettivi e da risorse effettivamente spendibili – conclude Draoli - per proporre soluzioni concrete nell’interesse di chi ricorre ai servizi sanitari e di chi li eroga. L’Opi Grosseto è disponibile, come richiesto ormai da tempo, a fare parte di una consulta che metta insieme azienda sanitaria, ordini professionali e parti sociali”.

opi toscanaA partire da questo 2024, in relazione al fabbisogno formativo, il Coordinamento OPI della Toscana ha deciso di avviare un focus su alcuni dati regionali inerenti i movimenti degli Albi: intendiamo quindi esaminare in dettaglio un set di dati che potranno permetterci di individuare, con atteggiamento proattivo, la consistenza dei nostri Albi e il bisogno da parte del nostro territorio, in modo da disporre di un identikit della situazione locale.

Questo focus non è utile solo al fine della valutazione del fabbisogno formativo, piuttosto per governare il fenomeno della carenza infermieristica in tempi utili o almeno riducendo le emergenze, consentendoci di dialogare con le istituzioni di riferimento (Regione, Università, Azienda Socio-Sanitarie pubbliche e private).


Il set di dati a cui facciamo riferimento per ogni anno solare sono costituiti da:
- Numero di laureati
- Numero di iscritti agli Albi provinciali
- Numero di pensionamenti attesi a 67 anni
- Numero di pensionamenti potenziali a 62,63,64 anni, età che sono risultate in questi ultimi due anni interessate alle uscite anticipate
- Numero di pensionamenti risultanti presso le Aziende Sanitarie pubbliche (che presentano i più alti numeri di uscite).
In questo primo momento abbiamo avviato una raccolta dati limitata, ma che contiamo di sistematizzare già dal prossimo anno.
In primo luogo sottolineiamo che a livello regionale i dati non possono altro che confermare il trend nazionale: secondo la Corte dei Conti la carenza di infermieri ha raggiunto quota 65mila.

Ogni anno si registrano circa 10mila pensionamenti, ma questa quota subirà un incremento nei prossimi anni, fino a raddoppiare dal 2029. A questi si devono aggiungere i quasi 30mila infermieri trasferitisi all'estero, con un trend di oltre 3mila ogni anno (FNOPI, 2023).


Nella nostra Regione si riscontra una tendenza all’uscita anticipata dal lavoro rispetto ai 67 anni oggi previsti. OPI Toscana non dispone ancora dei dati di uscita dalle Aziende pubbliche per il 2023, in particolare la quota parte della fine di questo anno, quando una serie di colleghi ha deciso di avviare la domanda di pensionamento alla luce delle variazioni che si annunciavano dal 2024.
L’analisi dei movimenti di Albo a livello provinciale non fornisce dati di interesse a questo riguardo, in quanto gli infermieri in uscita da rapporti di lavoro subordinati, in massima parte da Aziende pubbliche, restano comunque iscritti per svolgere attività in ambito privato, che permette ritmi di vita più adeguati all’età e alle esigenze, oppure per rivolgersi alla libera professione.


Come dicevamo, raramente gli infermieri vanno in quiescenza allo scadere dei 67 anni. E’ spiccato il fenomeno delle uscite anticipate, in parte in compensazione del fatto che, sebbene non riconosciuto, il nostro rappresenta un lavoro usurante. Ci è sembrato quindi utile individuare l’entità potenziale di queste uscite anticipate, individuando le fasce di 62, 63 3 64 anni, in relazione al triennio che si sta avviando, per il quale il modello previsionale del Ministero della Salute prevede picchi negativi, fino a raggiungere nel 2029 la cd gobba pensionistica.
I Presidenti degli OPI provinciali e interprovinciale della Regione hanno permesso di identificare le seguenti potenziali uscite, che si aggiungerebbero, nel caso, a quelle dei 67enni per raggiunta età massima:

coorte uscite

Ulteriormente si sono svolte alcune interviste telefoniche ai Coordinatori dei Corsi di Laurea in Infermieristica per valutare gli ingressi potenziali a compensazione di queste uscite. Non è stato possibile però dedurne dati oggettivi, in quanto gli interessati dichiarano che:
- il numero dei fuori corso non è facilmente definibile, in quanto alcuni rallentano il percorso in tempi a propria misura, altri si fermano ad un certo punto del percorso formativo, ma senza dichiarare le proprie intenzioni, quindi in realtà si confondono rallentamenti e abbandoni, per così dire;
- l’unico dato certo è il numero di studenti che si presenta al III anno all’inizio dell’anno, ma quanti di questi chiuderanno nei tempi previsti resta incerto pressoché fino al termine dell’anno accademico.


In parallelo sappiamo che per le selezioni relative all’ammissione ai Corsi di Laurea in Infermieristica, i classificati utilmente sono stati tutti ammessi, anche in presenza di punteggi molto bassi conoscendo peraltro abbondantemente il fenomeno del ‘CLI sospeso’, ovvero scegliere un corsi di
laurea che permette lo svolgimento di alcuni corsi e relativi esami, per ritentare poi nell’anno successivo l’ingresso al corso accademico di effettivo interesse, evitando di perdere l’anno in toto.


In relazione a questo focus parziale, e in rispondenza all’obiettivo nazionale di FNOPI già indicato dalla prima seduta, confermiamo la richiesta già espressa nello scorso anno accademico, variando soltanto la richiesta di posti per la laurea magistrale, in relazione a una richiesta dei Presidenti OPI Toscana:
- CdL Infermieristica = 1400
- CLM Scienze Infermieristiche e Ostetriche = 150.

Si rigranzia la referente OPI Toscana Dr.ssa laura D'Addio e per OPi Grosseto la referente Dr.ssa Fulvia Marini 

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