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Sta diventando una (spero apprezzata) abitudine condividere alcuni interventi pubblici soprattutto quando rappresentano la linea di indirizzo politico del Collegio IPASVI di Grosseto.

Ecco quindi il mio saluto iniziale al convegno sulle maxiemergenze di venerdì scorso, giornata decisamente densa di spunti e riflessioni importanti. L'evento è stato patrocinato anche dall'IPASVI; Ringrazio ancora per il coinvolgimento il Dott. Breggia e la Collega Malacarne

Ho voluto centrare il focus sugli operatori che operano nell'area della emergenza urgenza. Operatori che investono costantemente nella formazione continua e post base, portatori di progettualità e innovazione che – come nel caso della nostra professione – hanno portato a ridefinizioni organizzative e competenziali radicali a tutto vantaggio del cittadino. Operatori che dimostrano, e lo dicono molto ricerche qualitative, un grandissimo senso di appartenenza per l'area in cui prestano servizio. Appartenenza e forte senso di responsabilità che non vengono meno nonostante l'ambiente sia scientificamente noto per connotarsi come ad alto rischio di stress psico fisico e di burn out; Costantemente esposti a denunce e contenziosi legali e ad atti di violenza (altro grande argomento quest'ultimo di cui si sta sempre più prendendo coscienza). Operatori che, in certi casi, letteralmente e senza giri di parole, rischiano la propria vita. Il nostro è un sistema ormai in affanno che vive una curiosa dicotomia. Si raggiungono gli indicatori di esito espressione formalizzata di qualità a fronte di un sentimento percepito tra gli operatori di dilagante stanchezza e demotivazione. Questo vulnus non è più tollerabile. E' necessario che se ne prenda chiaramente e serenamente atto e si intervenga con misure di forte tutela professionale nei confronti di chi garantisce quotidianamente e faticosamente la sostenibilità di un sistema che proprio grazie agli operatori di prima linea è ancora in essere con dignità e propositività. Investire sulle risorse umane, ma direi di più: proteggere le risorse umane, non è più un principio lungimirante di buona gestione (lo era anni fa quando non eravamo in questa situazione) ma una necessità ed un dovere impellente.

P.S. Sarà superfluo ma voglio sottolineare che ho parlato appositamente e genicamente di “operatori delle emergenze urgenze”. Credo che la questione sia quanto mai trasversale.

Nicola Draoli

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