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infermiere di famigliaGli Ordini di Grosseto, Siena e Arezzo scrivono in Regione e per conoscenza ai SIndacati Regionali. Questo il testo della missiva avente ad oggetto  "Rapporto tra professione infermieristica e medicina generale dentro l'Azienda USL Toscana Sud Est."

 
Gentile Direttore, Gentile Assessore.
Gli scriventi Presidenti degli Ordini delle Professioni Infermieristiche della zona Sud Est (GR SI AR) vogliono esprimere le loro preoccupazioni riguardo alcune tensioni che avvertiamo in merito al ruolo del Dipartimento della Medicina Generale sui processi multiprofessionali e sui profili di responsabilità professionale e dirigenziale riguardanti l'ambito territoriale in senso lato e la sanità di iniziativa nello specifico.
Ci preme ribadire che  la funzione della sanità di iniziativa sia compresa nell'infermieristica di comunità, di cui peraltro chiediamo la produzione della specifica delibera regionale in tempi rapidi e come il Dipartimento delle Professioni Infermieristiche (d'ora in poi DiPIO) sia titolare della programmazione, gestione, allocazione e operatività degli infermieri previsti per tale ambito di attività. 
In riferimento a quanto sopra, si ritiene opportuno ribadire che il personale infermieristico  ed OSS,  dipendente ASL, assegnato alla sanità di iniziativa, sia risorsa del DiPIO e pertanto gestito e coordinato,  in un' ottica di ottimizzazione di risorse, nel team assistenziale infermieristico di settore al fine di facilitare il mantenimento nella sanità di iniziativa e, laddove economicamente possibile, favorirne lo sviluppo attraverso l’ingresso di nuovo personale. 
La possibilità che le medicina generale possa utilizzare infermieri assunti direttamente dalla stessa nella sanità di iniziativa, che crediamo importante per il sistema sanitario regionale sia residuale all'esaurimento del personale dipendente e non prima alternativa, certo prevede che siano ben chiari ruoli, funzioni ed obiettivi.
 
Infatti:
Relativamente agli infermieri, assunti da MMG, e finanziati da ASL,  riconosciamo di non aver titolarità giuridica sul contratto di lavoro, ma riteniamo doveroso che  il DiPIO debba supervisionare le modalità operative e la formazione al fine di omogeneizzare le attività , garantire standard assistenziali ottimali  e skills mix adeguati per i professionisti che rappresentiamo.  
Che gli infermieri assunti ASL non siano vincolati ad altre attività che vengono assicurate dagli infermieri assunti direttamente dalla medicina generale.
Non è prevedibile l’assunzione con contributo ASL di due infermieri anziché un infermiere e un OSS  (previsto dalla Delibera per la Sanità di Iniziativa), come sembra trasparire da alcune posizioni del Dipartimento della Medicina Generale che sicuramente avremo mal compreso, come se queste fossero figure interscambiali e potendo così, attraverso la libera interpretazione della norma, contare su risorse infermieristiche aggiuntive alla dipendenza della medicina generale che ovviamente tutto faranno meno che seguire esclusivamente progetti specifici. 
Pertanto rifuggiamo ogni atto organizzativo che si vada a delineare a livello aziendale non in linea con gli atti deliberativi Regionali dove le linee di responsabilità clinica e organizzativa-assistenziale sono ben distinte, distinzione atta comunque alla valorizzazione della multidispliniarietà e multiprofessionalità indispensabili per qualificare i progetti assistenziali e di cura; 
Denunciamo qualsiasi organizzazione che faccia diventare gli infermieri meri prestatori di opera, per altro in promiscuità organizzativa tra pubblico e convenzionato, rinunciando ai percorsi complessi di presa in carico, di governo, di sviluppo che vanno a mortificare non solo la professione ma tutta la visione del nostro Sistema Sanitario Regionale e si pongono in palese conflitto tra i vari dipartimenti Aziendali. 
Certi che le nostre preoccupazioni  verranno accolte e sopratutto chiarite con forza dal livello Regionale, si inviano cordiali saluti.
Presidente OPI Grosseto Nicola Draoli
Presidete OPI Siena Michele Aurigi
Presidente OPI Arezzo Giovanni Grasso

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